Archivio mensile:gennaio 2015

Incontro con Don Gianfranco Calabrese

Sabato 13 Dicembre 2014 presso il Monastero di S. Prospero a Camogli giornata in amicizia con intervento di Don Gianfranco Calabrese, parroco, Direttore dell’Ufficio Catechistico Diocesano, Assistente Regionale del M.E.I.C, giornalista, docente e …cursillista.
Arriviamo al Monastero con un tempo da lupi, non so bene perché si dica così, ma era buio e pioveva forte, ma nonostante il tempo l’apertura sul mare che gode il luogo è sempre uno spettacolo e poi, ci aspettava una giornata in “famiglia” insieme in amicizia, non numerosi, ma con la voglia di ritrovarci.
L’incontro con Don Gianfranco inizia con le presentazioni d’obbligo, qualche battuta con don Luciano e si intuisce subito che tra loro c’è rispetto, stima reciproca e una buona dose di vera Amicizia, in ricordo di quando sono stati insieme a sciare (consiglio di Don Gianfranco: non andate mai a sciare con i preti, ti portano in cima, io mi fido, e poi ti dicono scendi e loro spariscono! non fidatevi!)
Don Calabrese ringrazia Don Luciano per la disponibilità che ha dato ad aiutare come assistente diocesano il Cursillo di Genova, è un bel servizio che richiede un bell’impegno per un sacerdote (una grana con gioia), ringrazia don Piero e don Torrigino perché è importante, quando si va via, è bene lasciare un successore, bisogna sempre pensare così perché, diversamente si va via perché si è arrabbiati o delusi.
Ringrazia dell’invito, chi mi ha invitato sa che, avendo un senso di colpa alcune volte ho detto dei no, ma anche perché il cursillo mi ha dato la gioia di sapere che si ci può convertire da adulti, cambiare e convertire da adulti, non è facile, nelle nostre comunità si crede che gli adulti sono già consolidati, e non è possibile che cambino, è una esperienza che ho vissuto ,personalmente attraverso il cursillo, dopo anni di sacerdozio, e voi mi testimoniate che è possibile cambiare e questo è un carisma che bisogna mantenere e per il quale vale la spesa faticare, secondo il Vangelo di Gesù che dice che bisogna gioire anche se è solo una pecorella che ritorna.
L’AMICIZIA COME CHIAVE DI LETTURA E CIFRA DI ELABORAZIONE DI UNA PERSONA, DI UNA FAMIGLIA, DI UNA COMUNITA’ ANCHE ECCLESIALE. PERCHE’ L’AMICIZIA SIA VERA BUONA E BELLA.
Che cosa si intende per Amicizia? Che cos’è l’Amicizia?
L’amicizia è un termine prettamente umano cioè delle relazioni, in realtà nella bibbia, nell’antico testamento, noi troviamo tantissime citazioni sull’amicizia , una su tutte chi trova un amico trova un tesoro.(Siracide 6,14). L’amicizia, vedendola nella prospettiva della bibbia, è una cosa molto umana, credenti e non credenti fanno dell’amicizia uno dei temi importanti della propria esperienza ma come tutte le cose profondamente umane sono profondamente divine cioè, nelle cose umane c’è un segno di Dio se vissute nella loro profonda umanità .
Ci legge, in stile cursillo, una storia: “una buona cristiana si presentò alla porta del Cielo. Era tutta intimorita. San Pietro la ricevette cordialmente. Cercò di rassicurarla, ma le disse serio: «Per entrare in Paradiso, ci vogliono cento punti». La brava donna cominciò a elencare: «Sono stata fedele a mio marito per tutta la vita. Ho educato cristianamente i miei figli; non ci sono riuscita tanto, ma ho fatto tutto quel che ho potuto. Sono stata catechista per ventidue anni. Ho fatto volontariato per le Missioni e ho dato una mano alla Caritas. Ho cercato sempre di sopportare le persone che mi stavano accanto, soprattutto il parroco e i miei vicini di casa …». Quando si fermò a tirare il fiato, San Pietro le disse: «Due punti e mezzo». Per la donna fu un pugno nello stomaco. Allora riprovò: «E…Ah sì! Ho assistito i miei vecchi genitori. Ho perdonato a mia sorella che mi faceva la guerra per via dell’eredità … E…Ecco! Non ho mai saltato una Messa la domenica, eccetto che per la nascita dei miei figli. Ho anche partecipato a dei ritiri e alle conferenze quaresimali…(qui aggiungeteci al cursillo). Ho recitato sempre le preghiere … E il rosario nel mese di maggio…». San Pietro le disse: «Siamo a tre punti». La donna si demoralizzò. Come poteva arrivare a cento punti? Aveva detto l’essenziale e le riusciva difficile trovare ancora qualcosa. Con le lacrime agli occhi e la voce tremante, disse: “Se è così, posso contare solo sulla misericordia di Dio!…” “Cento punti! ” esclamò San Pietro…
Vi ho raccontato questo perché amicizia nella bibbia è un termine che vuole indicare alleanza, che è l’espressione massima della misericordia di Dio. Un bravo credente praticante che non sa creare relazioni amicali, che non vuol dire semplicemente sentimentali, emotive, affettive ma come vedremo più avanti molto più profonde, senza la misericordia in paradiso non si entra.
Ci accorgeremo che diversamente rischiamo di rovinare le amicizie, quelle più profonde, se le impostiamo male, se le fondiamo male, se le rendiamo Emozionali e non mozionali. Perchè la vera amicizia, quella umana, si fonda sulla mozione dello Spirito, nella bibbia la mozione è la spinta dello Spirito Santo, in Paradiso ci andiamo per la vera Amicizia (avevo fame e mi hai dato da mangiare, avevo sete mi hai dato da bere) perchè ho fatto questo? per un rapporto amicale, non ero cosciente, se non è lo Spirito che ti motiva, ti muove. Anche i gruppi, di lavoro e di servizio, devono radicarsi bene, se no sono pericolosi, devono fondarsi sulla mozione dello Spirito che diventa poi Emozione.
Fondare l’Amicizia come riflesso dell’alleanza tra Dio e l’uomo perché nell’alleanza ci sono caratteristiche che sono fondamentali e sono riflesso di un amicizia vera.
Come la fedeltà non è un dono umano ma un dono divino perché solo Dio è fedele. Abramo si sveglia e Dio gli dice”Tu sarai fedele se ti fonderai sulla mia fedeltà” . La vera fedeltà è fondata in Dio ma la fedeltà di Dio è fondata non sulla debolezza ma, sulla misericordia sul suo amore infinito, non sul nostro che è amore finito. Se volete essere Amici fondate le vostre amicizie sulla Parola di Dio, incontro con la Parola come dice Papa Francesco non dobbiamo togliere nulla dell’umano ma partendo dall’umano trovare la mozione che ha spinto l’Emozione.
Altra caratteristica dell’alleanza di Dio, quindi di amicizia è: la famigliarità .
Dio crea la famigliarità cioè, vuol dire che l’alleanza non è la straordinarietà ma la quotidianità, pensate che Dio quando stabilisce l’alleanza con il popolo di Israele vive con Israele, non si capisce più dove c’è Dio e dove c’è Israele, fa la vita del popolo per dire quanto è famigliare sta con loro nella tenda .
L’alleanza è anche: visitare, suscitare, dire.
Visitare: è incontrare le persone, Dio visita il suo popolo, l’angelo va a visitare Maria, dove? A casa sua, Maria fa visita a Elisabetta, è importante per chi è nel bisogno “fargli visita” per dare speranza. Il verbo visitare è religioso, Dio è venuto a visitarci nella carne, questo è alleanza.
Suscitare: il cristianesimo non è dare delle risposte ma suscitare delle domande che tu hai nel cuore. Nel caso dei genitori siamo preoccupati quando dobbiamo dare le risposte e quindi finiamo per diventare apprensivi e possessivi mentre, se suscitiamo le domande siamo più rilassati per invitare a un cammino di ricerca, come dice il Benedictus” la famigliarità è suscitare domande perché si incontri il Salvatore” .
Solo allora la famigliarità diventa dire: il cristiano è famigliare perché prima visita, poi suscita domande, non ti catechizza non ti dà risposte, e solo allora il suo dire sarà liberante per il cuore perché, alcune volte dirsi la verità è difficile, non siamo capaci perché abbiamo tante coperture.
Altra caratteristica dell’alleanza è l’accettazione dell’altro.
Dio è Dio l’uomo è l’uomo, questo non vuol dire che non possiamo rapportarci con Dio, Dio resta Dio pur facendosi uomo e noi rimaniamo uomini anche quando siamo santi, perché siamo uomini non siamo angeli, questo riguarda la creazione stessa, prima del peccato l’uomo moriva lo stesso. Il peccato originale non ha cambiato la condizione di creature ha cambiato il modo, con dolore , la morte senza senso , il lavoro faticoso lì è il peccato. Dio ha riportato queste condizioni, solo con modi diversi, il dramma del non credente non è morire ma è morire senza sapere il senso, togliendo Dio l’eternità è tolta. Se non avessimo il peccato saremo comunque morti, il nostro passaggio sarebbe stato non doloroso, ma con una elevazione diversa. La conseguenza del peccato originale è che ti fa vivere male la morte, su questo San Paolo è preciso.
La familiarità, l’alleanza e la misericordia vogliono dire accettare l’altro diverso da te, l’accettazione del diverso fa parte della vita, Dio ci vuole diversi, uomini e donne preghiamo anche in modo diverso.
Progettare insieme aprendoci al futuro altra caratteristica dell’ alleanza e punto debole delle amicizie.
Un testo di Blondel, una preghiera che Dio fa all’uomo dice in fondo in fondo io apprezzo l’uomo non perché ha la fede, ma l’apprezzo molto per la carità, di fronte ai drammi della vita la carità è credere in un futuro che tu non vedi, “Dio è il futuro dell’uomo”, noi siamo l’unici che conosciamo il nostro futuro e, giochiamo sempre in difesa, guardiamo troppo al passato è importante vivere il presente perché c’è il futuro dentro. Se tu credi che Dio è risorto hai le armi per sconfiggere il male, se no lui ti sconfigge per sfiducia e per paura dobbiamo lottare perché questo futuro si realizzi, ma non siamo noi che lo realizziamo è già realizzato, i mattoni ci vengono da Lui, la Grazia ce la da Lui. Quindi una Amicizia è consolidarsi insieme in questa certezza. Imparate a costruire il vostro passato, il vostro presente con il futuro di Dio. Questo succedeva nelle comunità primitive.
Se Dio è nostro Padre abbiamo l’anticorpo per la depressione. Per esempio San Francesco, attraverso il bacio al lebbroso insegna la non paura della morte e con la nudità ci insegna a voler essere staccati da noi stessi, prendere un bene come un bene donato e non costruito da noi, pensate i rapporti di amicizia come cambiano se il futuro è Dio e non è nostro, tutto quello che fai di bene è dono Suo, e ti impegni a farlo bene. Un Amico vero si spoglia di se stesso per lasciar passare Dio.
Educare alla vita buona del Vangelo, vuol dire educarci al Vangelo della misericordia che ci rende buoni, rende buone le nostre relazioni, le nostre amicizie, la buona amicizia è la amicizia di Dio che entra dentro di noi. La vita buona del Vangelo è pienezza e pace.
In Amicizia posso essere buono ed anche entrare in conflitto, che non vuol dire essere cattivo perché non la penso come te. L’Amicizia è la carità nella Parola di Dio. Differenza e uguaglianza. La vera Amicizia sa coprire l’ uguaglianza nella differenza e sa accettare la differenza in virtù dell’ uguaglianza, che poi è carità, “prima bisogna vedere ciò che ci unisce per accettare ciò che ci divide” Ci accettiamo se riconosciamo la comune umanità, e vediamo nell’altro ciò che c’è in noi. E allora saremo portati a non giudicare ne nel bene ne nel male .
E’ importante sottolineare il tema dell’Amicizia per il motivo che L’Amicizia e la comunione nella Chiesa sono la forma della trinità .Tra il Padre e il Figlio c’è una profonda Amicizia, si chiama Spirito. E’ lo Spirito Santo che crea le Amicizie, l’Amicizia è ciò che rende la Chiesa trinità, missionaria, testimone infatti quando manca questo fondamento che non è amicizia Emotiva ma radicata nello Spirito manca la trinità la comunione vera, manca la missione. Se veramente vivi un’esperienza di Amicizia esci fuori ad annunciarlo a tutto il mondo, a volte anche solo con gli occhi e, non vedi l’ora di rincontrarlo.
Ecco è un tema dominante nella Chiesa, se tra noi non ci vogliamo bene come fratres la nostra missione diventa debole, la nostra testimonianza fragile, e la nostra testimonianza interpella quanta amicizia c’è, quanta fraternità c’è, i latini diceva “ il bene è diffusivo di natura sua “. La mancanza di carità e di comunione priva la Chiesa di questa passionalità .
Dunque una scuola se non vive un’ esperienza di Amicizia e di comunione è meno forte nel suo annuncio. Ecco perchè vale tantissimo che coloro che si preparano all’ annuncio vivano una lunga esperienza di cammino, é la forza dell’annuncio stesso.
Nel Vangelo l’Amicizia è fortissima, non c’è nessun interesse, l’Amicizia vera è gratuità, e lo Spirito Santo è la gratuità assoluta. La gioia dell’incontro, la gioia dell’ ospitalità la gratuità nel Vangelo è chiarissima .
Fondamento dunque dell’Amicizia la Parola, la comunione con i fratelli, l’Eucarestia come segni di Amicizia e fedeltà di Dio. Un amico è figlio di Dio e allora l’Amicizia è molto profonda. La bellezza dell’Amicizia nella Chiesa è che accoglie tutti non è elettiva, la Chiesa ci educa all’Amicizia larga. Fondamento dell’Amicizia larga è fede speranza e carità.
La vera amicizia si alimenta di perdono e di riconciliazione, Dio perdona me, nonostante me Dio mi rimane Amico e allora io devo riconciliarmi con mio fratello.
Solo così L’Amicizia come strada di evangelizzazione e di missione, diventa lo stile e il contenuto; vedete nel cristianesimo non possiamo distinguere tra stile e contenuto perché lo stile è il contenuto e il contenuto è lo stile perché l’essere amico e fratello è il contenuto stesso e anche lo stile, come Gesù che è la Parola e la via, fare gli amici non è una tecnica se siamo Amici il nostro essere amici diventa evangelizzazione dell’alleanza, tu dici ciò che sei e sei ciò che dici, in Dio questo è perfetto in noi è continuamente da riconciliarci. L’umano diventa il metodo perché è il metodo dell’incarnazione, l’umano è il metodo, la strada, la cosa migliore è mettere a proprio agio le persone, accogliere in Cristo. L’Eucarestia come condivisione, allo stesso tavolo, come amicizia, come cibo comune.
Vorrei finire leggendo il racconto di un pensatore indiano che fece la seguente domanda ai suoi discepoli: “Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?” “Gridano perché perdono la calma” rispose uno di loro. “Ma perché gridare se la persona sta al suo lato?” disse nuovamente il pensatore. “Bene, gridiamo perché desideriamo che l’altra persona ci ascolti” replicò un altro discepolo. E il maestro tornò a domandare: “Allora non è possibile parlargli a voce bassa?” Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore.
Allora egli esclamò: “Voi sapete perché si grida contro un’altra persona quando si è arrabbiati? Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l’uno con l’altro. D’altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente. E perché? Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente sussurrano. E quando l’amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. E’ questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano.”
Infine il pensatore concluse dicendo: “Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare.”
Il pensatore era Gandhi , la sua religione non gli concede come la nostra di credere nella Speranza che, questi cuori si possono sempre riconciliare.
L’amicizia avvicina i cuori pieni di Spirito Santo tanto che non è necessario più parlare basta guardarsi! Sappiate che se vi sedete vicino a un non credente siete come di Dio cioè un piccolo amico, Dio vi manda come amico!
Don Gianfranco deve scappare, lo aspettano in parrocchia lo salutiamo con grande affetto e amicizia, ringraziandolo per questo momento di cammino che ci ha regalato, speriamo di rivederci presto, e ciliegina sulla torta mentre sta per terminare la luce del sole attraversa la sala, e riscalda tutti i nostri cuori, già accesi dalla gioia che ci può portare il sapere di essere Amici in Cristo! Grazie Don.
La giornata prosegue con un bel buffet di condivisione, qualche momento di relax al sole e poi una condivisione di vita, concludendo con prendere Messa cioè ricevendo la Parola, accogliendoci tra fratelli e ricevendo l’Eucarestia dono dell’Amicizia di Dio per tutti!!!! Cristina