Archivio mensile:luglio 2014

“Omini, omini”. Ricordi del 1° Cursillo a Genova

di don Angelo Costa*

 

Carissimi,
cerco di inviarvi qualche ricordo sull’inizio dei Cursillos a Genova.
E’ un po’ di cronistoria su quello che è rimasto di questo avvenimento nella mia memoria, ormai poco valida, e vi prego correggere tutte le mie dimenticanze nelle date e nei nomi. A volte userò delle espressioni un po’ “ostrogote”, ma che mi sono rimaste assai impresse.
Sono stato coinvolto nell’esperienza dei Cursillos a motivo del mio incarico come Cappellano dell’Apostolato del Mare – Stella Maris di Genova, che allora aveva sede in Piazza Di Negro, 6. Ho avuto frequenti contatti con i diversi Cappellani delle principali sedi europee, ma tra questi si è creato un rapporto tutto particolare con Don Francisco Santana, Direttore dell’Apostolato del Mare di Lisbona, il quale penso avesse, fin dagli inizi, nella mente e nel cuore l’intenzione di diffondere il più possibile anche in Italia il movimento dei “Cursillos”. Il P. Santana era una persona molto dotata sul piano umano, sacerdotale e pastorale. Tra l’altro quando si metteva in testa una cosa sapeva sempre giungere a conclusione contro tutto e contro tutti, usando anche una notevole dose di santa furbizia.
Il suo “corteggiamento” è iniziato fin dai primi nostri incontri, ma io “indaffaratissimo”, non gli prestavo molta attenzione. E’ allora passato ai fatti invitandomi a passare uno “stage” alla sede della Stella Maris di Lisbona dove ho trascorso un mese. Qui è iniziato il mio impatto con i “Cursillos”. I principali collaboratori della Stella
Maris di Lisbona erano stati cursillisti e ne portavano avanti lo spirito. Poi sono continuati i contatti con persone di diverso livello e con le più diverse occupazioni, amici di Padre Santana, a cui ero presentato, e che regolarmente mi parlavano dei “Cursillos”.

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Salvezza della mia fede. 40 anni di Cursillos a Genova

di don Marco Granara*
   

don marco granaraCon una frase un po’ enfatizzata, posso  dire che, nel 1968, l’esperienza dei Cursillos – accolta da me forzosamente, come un piacere da fare a un confratello (don Angelo Costa), inguaiato dai portoghesi per avviare questa “faccenda” un po’ esotica e un po’ strana – si è rivelata invece, per me, la salvezza della mia fede stessa.  Possibile ?  Si, ero prete da circa 5 anni. In seminario, ci era stato detto di “lasciar perdere gli adulti” perché “ormai, quelli, come sono sono”.

L’orientamento per tutti, ma soprattutto per i preti giovani, era quello di “tirar su” i bambini e i ragazzi. Ma già  i “bambini”, appena diventati “ragazzi”, abbandonavano non solo le nostre chiese ma anche i nostri calciobalilla, i nostri campetti di calcio e C…. Nel mio fervore di giovane prete, con un Parroco che mi assecondava, avevo tentato il possibile e l’impossibile (così almeno a noi sembrava) ma senza nessun risultato sul fronte di una Fede più matura, completa e coerente. Ero arrivato al punto di chiedermi se era vero che la Grazia di Dio avesse ancora la possibilità di incidere sul cuore dell’uomo o se non fossero tutti inutili i nostri tentativi pastorali.

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