Archivio mensile:novembre 2012

Convivenza 2012. Il racconto

Convivenza annuale Cursillos di Cristianità con l’intervento di S.E. Cardinale Arc. A. Bagnasco

23 settembre 2012

L’appuntamento annuale cade in una giornata grigia e piovigginosa, ma salendo al Santuario di N. S. della Guardia il cuore è pieno di gioia e aspettativa per l’incontro che ci attende.
L’apertura della nostra Coordinatrice Carla e di Don Giuseppe che ci portano a riflettere sul tema della giornata: “Evangelizzare oggi”.  In sintesi:  l’annuncio va testimoniato con gioia giorno per giorno;  la certezza che Dio ci ama può trasformare le avversità quotidiane in occasioni di serena accettazione e di crescita;  la base di partenza per cercare di vivere in “grazia di Dio” è il treppiede; Pietà, Studio e Azione.

L’arrivo di S. E. Cardinale Angelo Bagnasco è salutato con il “De colores” seguito da una breve introduzione di Carla sulle peculiarità del Movimento. Una di esse è la testimonianza che attraverso il racconto di alcune vicende personali permette di conoscere quanto diversamente possano essere vissute se illuminate dalla fede. Gabriella e Pino ne danno un breve esempio raccontando la loro vivenza e sottolineando come la preghiera sia il propulsore delle varie attività grazie alla quale si riesce a fraternizzare con sconosciuti, ad aprirsi senza sentirsi giudicati, ad avvertire l’amore costante ed instancabile del Padre e quanto il Signore possa compiere attraverso noi e “nonostante” noi.

Il Cardinale inizia il suo intervento affermando che, come aveva già detto presso la consulta dei laici, è suo desiderio di approfondire la conoscenza del Movimento che sa essere una realtà vitale,  che a Genova ha  dato molti frutti. Ci rende poi partecipi del bisogno di sentire la vicinanza della sua diocesi, soprattutto a causa dei suoi molti impegni che lo costringono ad allontanarsi spesso e con una immagine semplice e suggestiva fa di sé  il paragone con un padre di famiglia che debba spesso viaggiare per lavoro e necessita del calore dei suoi cari per meglio svolgere il proprio compito ed al tempo stesso arricchisce i familiari con le esperienze maturate lontano.

Dopo aver ascoltato la descrizione delle attività del Movimento (l’Ultreya (dal grido d’incitamento lanciato ai pellegrini sulla via del santuario di Santiago di Compostela), i “piccoli gruppi” di condivisione, la scuola responsabili) ci comunica la sua esortazione rivolta ai sacerdoti, che alcune volte guardano con diffidenza queste iniziative laicali,  di favorire simili iniziative nell’ottica di una integrazione nel più ampio respiro delle attività diocesane.

Il Cardinale continua introducendo l’argomento dell’Anno della Fede che è rivolto alla riflessione su come è vissuta la propria fede. Il Santo Padre duranti i suoi viaggi ha visitato paesi estremamente provati (Benin) nei quali però la religione è vissuta vivacemente, mentre in Europa esiste la tendenza ad una fede “neutra”, languida, privata, che evita il confronto. Cita la Francia che con la sua mania di perfezionismo ha svuotato le chiese (2% dei francesi frequenta la parrocchia) Ci ricorda che “non siamo veri messaggeri della lieta notizia, se non siamo “lieti” e che l’evangelizzazione non ha automatismi ma è l’incontro di due libertà: quella di Dio e quella dell’uomo. Ci sprona a seminare ovunque a piene mani perché la fede è un tesoro da condividere e non da seppellire.

Ci coinvolge poi nel suo progetto per il 2016, anno in cui a Genova avrà luogo il “Congresso Eucaristico Nazionale”, per il quale vorrebbe un maggiore integrazione fra i vari movimenti laici ai quali chiede disponibilità e suggerimenti per creare “una coincidenza di grazia”.
Ci ammonisce quindi sul rischio dello sconfinamento fra servizio e potere a cui tutti siamo esposti (sacerdoti e laici) e ci invita ad una maggiore riflessione sulla missione che ognuno di noi deve portare avanti con umiltà, semplicità, impegno e gioia.

L’intervento si conclude con l’invito a non sbilanciarsi tenendo conto solo della Parola scritta (la Bibbia), ma di approfondire la parola orale (la tradizione) affidata al Magistero della Chiesa tenendo presente che le due forme non sono antagoniste ma complementari e che la Parola di Dio è Gesù Cristo che è il Verbo incarnato. Inoltre nella sacra scrittura non sono espresse tutte le problematiche di oggi: non vi sono particolari accenni ad esempio su aborto ed eutanasia che peraltro sono un problema sentito e sofferto oggi.

Ci raccomanda inoltre di rifuggire l’analfabetismo religioso, ogni cristiano deve conoscere e sempre studiare i documenti a base della sua fede: una sfida potrebbe essere rileggere la Dei Verbum.

Dopo avere risposto ad alcune domande alcune anche personali con estrema sincerità e pazienza ci benedice e ci lascia per la continuazione della nostra giornata di condivisione, che termina con la celebrazione Eucaristica.

Ebe & Ezio