Archivio mensile:febbraio 2012

A servizio

17/05/2012

  1. VI RACCONTO CHI SONO

Un uomo qualunque

  1. VI RACCONTO COSA FACCIO

Presidente di una cooperativa sociale

  1. VI RACCONTO PERCHE’ LO FACCIO
  • Perché anche io a un certo punto della vita ho fatto l’esperienza del CURSILLO nel 1978 e da allora è cominciato il mio 3° giorno.
  • Perché durante la tre giorni mi hanno detto che anche io sono CRISTO nel mondo, devo essere come LUI e devo agire come LUI, devo:
    • essere intimamente libero
    • essere costruttore di comunione e di pace
    • essere appassionato per la giustizia
    • essere puro di cuore

E questa tensione ha regolato da allora la mia vita.

  • Perché   DIO è signore della vita

DIO è signore della storia
DIO è un DIO di speranza

  • Perché ho cercato di essere come LUI mettendomi nel “cuore della storia” non tanto quella con le S maiuscola ma le situazioni quotidiane con la convinzione di dover fare qualcosa per cambiare.
    • dare dignità del lavoro dell’uomo anche per i più svantaggiati
    • dare accoglienza agli extracomunitari
    • dare una mano ad abolire le sacche di emarginazione
  • Perché mi sono sentito in collaborazione con DIO per fare qualcosa in vista di un mondo migliore il cui artefice è DIO stesso ma che può cambiare solo i suoi collaboratori ( noi) sono capaci, professionali, appassionati a questo problema.
  • Perché è cresciuta in me la convinzione che ogni mio gesto di servizio all’uomo è un segno per me e per tutti della presenza nella storia di DIO, una tappa verso la completezza e la felicità dell’uomo.
  • Perché come i discepoli di EMMAUS riconosco Cristo nei fratelli più sfortunati e precari di me.
  • Perché quando D., un ragazzo sudamericano, si rende irreperibile dal lavoro per giorni e giorni e poi scopro che è di nuovo in carcere per qualche casino e dovrei licenziarlo, non lo faccio pensando che ha una figlia e che forse non è tutta colpa sua.
  • Perché quando K. mi racconta come è arrivato in Italia su un barcone e ha visto morire annegato un suo amico, del lungo periodo passato in un centro di accoglienza, quando il suo sguardo si illumina raggiante perché da 10 giorni sua moglie, dopo una peregrinazione tra Eritrea e Kenia è arrivata in Italia ed hanno fatto una festa tra amici con il pollo ed il caffè ed ha potuto così risentire i sapori ed i profumi del suo paese; a quel punto mi allarga il cuore pensando di aver fatto nel mio piccolo qualcosa per un fratello che di diverso da me ha solo la sfortuna di essere nato nel posto sbagliato.
  • Perché quando V. arriva a lavorare in stato confusionale e senza soldi, vittima di una ennesima truffa, non sa dove andare a dormire e bisogna trovargli un letto nel giro di poche ore mi pare di riconoscere in lui un uomo che ragiona come un bambino uno degli ultimi della terra.
  • Perché quando E. viene a raccomandarsi di aiutarlo a fare il trasloco perché è stato sfrattato e non ha i soldi per pagarlo, tutti gli altri soci della cooperativa, non certo in condizioni economiche migliori, si rendono disponibili per farlo sabato e domenica gratuitamente, mi pare che la solidarietà tra fratelli si veda concretamente.
  • Perché quando prima di Natale facciamo festa tutti insieme con le famiglie della cooperativa, è una giornata di gioia con la messa ed il pranzo, mi sembra che veramente in quel momento si avveri il disegno di DIO per l’uomo.

E’ per tutti questi perché che uno continua la sua vita.