Archivio della categoria: Testimonianze

Evangelii gaudium – La gioia del Vangelo

evangelii gaudium

SERATE DI APPROFONDIMENTO SULL’ESORTAZIONE APOSTOLICA DI PAPA FRANCESCO A CURA DI PAOLO RUM

CAPITOLO PRIMO: LA TRASFORMAZIONE MISSIONARIA DELLA CHIESA

La parola di Dio ci esorta ad un dinamismo in “Uscita”: “Andate… fate miei discepoli tutte le genti … insegnando loro ciò che vi ho comandato“. Nel testamento ebraico troviamo la figura del patriarca Abramo che accettò la chiamata a partire verso una terra che non conosceva, un futuro fondato sulla promessa di Dio, così anche Mosè: “Vai fai uscire il mio popolo …”

“Uscire” ,oggi come allora, indica la missionarietà: uscire dalle proprie comodità e consuetudini e raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno dell’annuncio della  “buona novella” al pari dei 72 discepoli che come ci narrano i Vangeli “ritornarono pieni di gioia“. Seminare sempre di nuovo, sempre oltre, come ci ricorda ancora il Vangelo “… andiamocene altrove, nei villaggi vicini perché io possa predicare anche là …” La Parola ha in sé una potenzialità che non possiamo prevedere, un seme da noi piantato, che solo Dio farà crescere! Una comunità evangelizzatrice celebra, festeggia ogni piccola vittoria. Papa Francesco sogna un improrogabile rinnovamento ecclesiale, scendendo fino ad elencare le consuetudini , gli orari, il linguaggio, le strutture, ecc., perché diventino un canale adeguato alla evangelizzazione del mondo.

La Parrocchia ha una grande plasticità: può assumere forme diverse che richiedono docilità e creatività sia del pastore che della comunità.

Il Vescovo, a volte, si porrà “davanti” altre volte nel “mezzo” in alcune circostanze “indietro”, perché il gregge possiede il suo olfatto per individuare nuove strade…. non deve ascoltare solo i soliti …..

Il “linguaggio” non deve essere identificato con aspetti secondari, non dare per scontata la sua comprensione “a volte, ascoltando un linguaggio completamente ortodosso, quello che i fedeli ricevono, a causa del linguaggio che esse utilizzano e comprendono, è qualcosa che non corrisponde al vero Vangelo di Gesù Cristo …” (paragrafo 41 )

La Chiesa deve significare la casa aperta del Padre, chiese dalle porte aperte; neppure la porta dei Sacramenti dovrebbe risultare chiusa per una ragione qualsiasi. Di solito ci comportiamo come controllori della Grazia e non come facilitatori. La Chiesa non è una dogana, è la casa paterna dove c’è posto per ciascuno con la sua vita faticosa. Oggi e sempre sono i poveri i destinatari privilegiati del Vangelo:

Così termina il capitolo: “Più della paura di sbagliare spero che ci muova la paura di rinchiuderci nelle strutture che ci danno una falsa protezione, nelle norme che ci trasformano in giudici implacabili … mentre fuori c’è una moltitudine affamata e Gesù ci ripete senza sosta “Voi stessi date loro da mangiare”.

“Omini, omini”. Ricordi del 1° Cursillo a Genova

di don Angelo Costa*

 

Carissimi,
cerco di inviarvi qualche ricordo sull’inizio dei Cursillos a Genova.
E’ un po’ di cronistoria su quello che è rimasto di questo avvenimento nella mia memoria, ormai poco valida, e vi prego correggere tutte le mie dimenticanze nelle date e nei nomi. A volte userò delle espressioni un po’ “ostrogote”, ma che mi sono rimaste assai impresse.
Sono stato coinvolto nell’esperienza dei Cursillos a motivo del mio incarico come Cappellano dell’Apostolato del Mare – Stella Maris di Genova, che allora aveva sede in Piazza Di Negro, 6. Ho avuto frequenti contatti con i diversi Cappellani delle principali sedi europee, ma tra questi si è creato un rapporto tutto particolare con Don Francisco Santana, Direttore dell’Apostolato del Mare di Lisbona, il quale penso avesse, fin dagli inizi, nella mente e nel cuore l’intenzione di diffondere il più possibile anche in Italia il movimento dei “Cursillos”. Il P. Santana era una persona molto dotata sul piano umano, sacerdotale e pastorale. Tra l’altro quando si metteva in testa una cosa sapeva sempre giungere a conclusione contro tutto e contro tutti, usando anche una notevole dose di santa furbizia.
Il suo “corteggiamento” è iniziato fin dai primi nostri incontri, ma io “indaffaratissimo”, non gli prestavo molta attenzione. E’ allora passato ai fatti invitandomi a passare uno “stage” alla sede della Stella Maris di Lisbona dove ho trascorso un mese. Qui è iniziato il mio impatto con i “Cursillos”. I principali collaboratori della Stella
Maris di Lisbona erano stati cursillisti e ne portavano avanti lo spirito. Poi sono continuati i contatti con persone di diverso livello e con le più diverse occupazioni, amici di Padre Santana, a cui ero presentato, e che regolarmente mi parlavano dei “Cursillos”.

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Salvezza della mia fede. 40 anni di Cursillos a Genova

di don Marco Granara*
   

don marco granaraCon una frase un po’ enfatizzata, posso  dire che, nel 1968, l’esperienza dei Cursillos – accolta da me forzosamente, come un piacere da fare a un confratello (don Angelo Costa), inguaiato dai portoghesi per avviare questa “faccenda” un po’ esotica e un po’ strana – si è rivelata invece, per me, la salvezza della mia fede stessa.  Possibile ?  Si, ero prete da circa 5 anni. In seminario, ci era stato detto di “lasciar perdere gli adulti” perché “ormai, quelli, come sono sono”.

L’orientamento per tutti, ma soprattutto per i preti giovani, era quello di “tirar su” i bambini e i ragazzi. Ma già  i “bambini”, appena diventati “ragazzi”, abbandonavano non solo le nostre chiese ma anche i nostri calciobalilla, i nostri campetti di calcio e C…. Nel mio fervore di giovane prete, con un Parroco che mi assecondava, avevo tentato il possibile e l’impossibile (così almeno a noi sembrava) ma senza nessun risultato sul fronte di una Fede più matura, completa e coerente. Ero arrivato al punto di chiedermi se era vero che la Grazia di Dio avesse ancora la possibilità di incidere sul cuore dell’uomo o se non fossero tutti inutili i nostri tentativi pastorali.

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SMS di Quaresima – don Prospero

Don Prospero ci propone per il periodo della Quaresima l’invio un sms ogni due giorni che pensiamo utile condividere con tutti voi. Appena ne riceveremo altri, li condivideremo.

– Lc 9.25 “Che giova all’uomo conquistare il mondo intero se poi dimentica la propria anima?” : una preghiera amorevole per carnefici e vittime del fastival di San Remo.

-Lc 5,32 “non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori”. Che bello sentirsi amati non perchè amabili, ma amabili perchè amati dal Signore!

-Lc 23,46 “Padre, nelle tue mani consegno la mia vita”. Quando sulle onde del nostro cuore infuria la tempesta, sentirsi nell’abisso affidati alle Sue mani!

-Sab. 27 “Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste” Cosa desiderate intensamente più della salute, per noi e per gli altri, se non la santità?

-Mt 23,12 “Il più grande di voi si faccia servo”. Se un primo posto non serve per difendere gli Ultimi, viva la gara all’ultimo posto! In compagnia di Gesù!

-Lc 16,26 “Fra noi e voi è stabilito un grande abisso”. Sostieni, Signore, la mia fede nel Tuo Amore. Anche quando penso all’eternità dell’Inferno!

-Lc 15,29 “Non mi hai mai dato un capretto per far festa con gli amici”: aveva tutto tranne l’amore per il padre. Scampami dall’invidia per chi sembra aver tutto, tranne TE!

-Mt 8,35 “Se non perdonerete di cuore al vostro fratello” : Ma cone accertarsene? Desiderando davvero offrire un bene per te prezioso a chi ti ha fatto davvero male.

-Lc 11,23 “chi non è con Me è contro di Me”: chi non si gioca la vita su di Me conosciuto o sull’Amore, che sono io Sconosciuto (1Gv 4,16) dice Gesù, vive già morto!

-Lc 18,4 “chi si umiglia sarà esaltato”: Vuoi prova della tua umiltà? Lascia che gli altri dicano liberamente tutto il male di te che hai ammesso prima tu.

-Gv 4,53 “e credette lui con tutta la sua famiglia”: Cosa di più bello in terra che sperare tutta la nostra famiglia unita in fede viva? E chissà poi in cielo!

-Gv 5,18 “cercavano di ucciderlo perchè si è dichiarato figlio di Dio”: Non permettere, Signore, che io smetta di “impazzire” credendomi figlio di Dio!

-Lc 2,50 “ma essi, Maria e Giuseppe, non compresero le sue parole”: meno capisco io, più voglio fidarmi di Te!

-Gv 22 “dove io vado adesso voi non potete venire” : Insegnami, Gesù ad essere contento finchè mi fai vivere qui e pensare con gioia a quando mi chiamerai lì.

-3Gv 8,36 “se il Figlio vi farà liberi sarete liberi davvero”: Liberami, Gesù dal più inesorabile dei miei carcerieri: io stesso, con le mie passioni e pigrizie!

-Gv 8,51 “se uno osserva la mia Parola non vedrà mai la morte” : Dona, Gesù, a me e a chi amo di ricordarsene esultando almeno tre volte al giorno!

-Gv 11,50 “è meglio che uno solo muoia per il popolo”: Grazie Gesù per noi. Grazie se mi inviti a lasciarci io (palma=martirio) un po’ di pelle, per pace (ulivo=pace) altrui!

Convivenza 2012. Il racconto

Convivenza annuale Cursillos di Cristianità con l’intervento di S.E. Cardinale Arc. A. Bagnasco

23 settembre 2012

L’appuntamento annuale cade in una giornata grigia e piovigginosa, ma salendo al Santuario di N. S. della Guardia il cuore è pieno di gioia e aspettativa per l’incontro che ci attende.
L’apertura della nostra Coordinatrice Carla e di Don Giuseppe che ci portano a riflettere sul tema della giornata: “Evangelizzare oggi”.  In sintesi:  l’annuncio va testimoniato con gioia giorno per giorno;  la certezza che Dio ci ama può trasformare le avversità quotidiane in occasioni di serena accettazione e di crescita;  la base di partenza per cercare di vivere in “grazia di Dio” è il treppiede; Pietà, Studio e Azione.

L’arrivo di S. E. Cardinale Angelo Bagnasco è salutato con il “De colores” seguito da una breve introduzione di Carla sulle peculiarità del Movimento. Una di esse è la testimonianza che attraverso il racconto di alcune vicende personali permette di conoscere quanto diversamente possano essere vissute se illuminate dalla fede. Gabriella e Pino ne danno un breve esempio raccontando la loro vivenza e sottolineando come la preghiera sia il propulsore delle varie attività grazie alla quale si riesce a fraternizzare con sconosciuti, ad aprirsi senza sentirsi giudicati, ad avvertire l’amore costante ed instancabile del Padre e quanto il Signore possa compiere attraverso noi e “nonostante” noi.

Il Cardinale inizia il suo intervento affermando che, come aveva già detto presso la consulta dei laici, è suo desiderio di approfondire la conoscenza del Movimento che sa essere una realtà vitale,  che a Genova ha  dato molti frutti. Ci rende poi partecipi del bisogno di sentire la vicinanza della sua diocesi, soprattutto a causa dei suoi molti impegni che lo costringono ad allontanarsi spesso e con una immagine semplice e suggestiva fa di sé  il paragone con un padre di famiglia che debba spesso viaggiare per lavoro e necessita del calore dei suoi cari per meglio svolgere il proprio compito ed al tempo stesso arricchisce i familiari con le esperienze maturate lontano.

Dopo aver ascoltato la descrizione delle attività del Movimento (l’Ultreya (dal grido d’incitamento lanciato ai pellegrini sulla via del santuario di Santiago di Compostela), i “piccoli gruppi” di condivisione, la scuola responsabili) ci comunica la sua esortazione rivolta ai sacerdoti, che alcune volte guardano con diffidenza queste iniziative laicali,  di favorire simili iniziative nell’ottica di una integrazione nel più ampio respiro delle attività diocesane.

Il Cardinale continua introducendo l’argomento dell’Anno della Fede che è rivolto alla riflessione su come è vissuta la propria fede. Il Santo Padre duranti i suoi viaggi ha visitato paesi estremamente provati (Benin) nei quali però la religione è vissuta vivacemente, mentre in Europa esiste la tendenza ad una fede “neutra”, languida, privata, che evita il confronto. Cita la Francia che con la sua mania di perfezionismo ha svuotato le chiese (2% dei francesi frequenta la parrocchia) Ci ricorda che “non siamo veri messaggeri della lieta notizia, se non siamo “lieti” e che l’evangelizzazione non ha automatismi ma è l’incontro di due libertà: quella di Dio e quella dell’uomo. Ci sprona a seminare ovunque a piene mani perché la fede è un tesoro da condividere e non da seppellire.

Ci coinvolge poi nel suo progetto per il 2016, anno in cui a Genova avrà luogo il “Congresso Eucaristico Nazionale”, per il quale vorrebbe un maggiore integrazione fra i vari movimenti laici ai quali chiede disponibilità e suggerimenti per creare “una coincidenza di grazia”.
Ci ammonisce quindi sul rischio dello sconfinamento fra servizio e potere a cui tutti siamo esposti (sacerdoti e laici) e ci invita ad una maggiore riflessione sulla missione che ognuno di noi deve portare avanti con umiltà, semplicità, impegno e gioia.

L’intervento si conclude con l’invito a non sbilanciarsi tenendo conto solo della Parola scritta (la Bibbia), ma di approfondire la parola orale (la tradizione) affidata al Magistero della Chiesa tenendo presente che le due forme non sono antagoniste ma complementari e che la Parola di Dio è Gesù Cristo che è il Verbo incarnato. Inoltre nella sacra scrittura non sono espresse tutte le problematiche di oggi: non vi sono particolari accenni ad esempio su aborto ed eutanasia che peraltro sono un problema sentito e sofferto oggi.

Ci raccomanda inoltre di rifuggire l’analfabetismo religioso, ogni cristiano deve conoscere e sempre studiare i documenti a base della sua fede: una sfida potrebbe essere rileggere la Dei Verbum.

Dopo avere risposto ad alcune domande alcune anche personali con estrema sincerità e pazienza ci benedice e ci lascia per la continuazione della nostra giornata di condivisione, che termina con la celebrazione Eucaristica.

Ebe & Ezio

A servizio

17/05/2012

  1. VI RACCONTO CHI SONO

Un uomo qualunque

  1. VI RACCONTO COSA FACCIO

Presidente di una cooperativa sociale

  1. VI RACCONTO PERCHE’ LO FACCIO
  • Perché anche io a un certo punto della vita ho fatto l’esperienza del CURSILLO nel 1978 e da allora è cominciato il mio 3° giorno.
  • Perché durante la tre giorni mi hanno detto che anche io sono CRISTO nel mondo, devo essere come LUI e devo agire come LUI, devo:
    • essere intimamente libero
    • essere costruttore di comunione e di pace
    • essere appassionato per la giustizia
    • essere puro di cuore

E questa tensione ha regolato da allora la mia vita.

  • Perché   DIO è signore della vita

DIO è signore della storia
DIO è un DIO di speranza

  • Perché ho cercato di essere come LUI mettendomi nel “cuore della storia” non tanto quella con le S maiuscola ma le situazioni quotidiane con la convinzione di dover fare qualcosa per cambiare.
    • dare dignità del lavoro dell’uomo anche per i più svantaggiati
    • dare accoglienza agli extracomunitari
    • dare una mano ad abolire le sacche di emarginazione
  • Perché mi sono sentito in collaborazione con DIO per fare qualcosa in vista di un mondo migliore il cui artefice è DIO stesso ma che può cambiare solo i suoi collaboratori ( noi) sono capaci, professionali, appassionati a questo problema.
  • Perché è cresciuta in me la convinzione che ogni mio gesto di servizio all’uomo è un segno per me e per tutti della presenza nella storia di DIO, una tappa verso la completezza e la felicità dell’uomo.
  • Perché come i discepoli di EMMAUS riconosco Cristo nei fratelli più sfortunati e precari di me.
  • Perché quando D., un ragazzo sudamericano, si rende irreperibile dal lavoro per giorni e giorni e poi scopro che è di nuovo in carcere per qualche casino e dovrei licenziarlo, non lo faccio pensando che ha una figlia e che forse non è tutta colpa sua.
  • Perché quando K. mi racconta come è arrivato in Italia su un barcone e ha visto morire annegato un suo amico, del lungo periodo passato in un centro di accoglienza, quando il suo sguardo si illumina raggiante perché da 10 giorni sua moglie, dopo una peregrinazione tra Eritrea e Kenia è arrivata in Italia ed hanno fatto una festa tra amici con il pollo ed il caffè ed ha potuto così risentire i sapori ed i profumi del suo paese; a quel punto mi allarga il cuore pensando di aver fatto nel mio piccolo qualcosa per un fratello che di diverso da me ha solo la sfortuna di essere nato nel posto sbagliato.
  • Perché quando V. arriva a lavorare in stato confusionale e senza soldi, vittima di una ennesima truffa, non sa dove andare a dormire e bisogna trovargli un letto nel giro di poche ore mi pare di riconoscere in lui un uomo che ragiona come un bambino uno degli ultimi della terra.
  • Perché quando E. viene a raccomandarsi di aiutarlo a fare il trasloco perché è stato sfrattato e non ha i soldi per pagarlo, tutti gli altri soci della cooperativa, non certo in condizioni economiche migliori, si rendono disponibili per farlo sabato e domenica gratuitamente, mi pare che la solidarietà tra fratelli si veda concretamente.
  • Perché quando prima di Natale facciamo festa tutti insieme con le famiglie della cooperativa, è una giornata di gioia con la messa ed il pranzo, mi sembra che veramente in quel momento si avveri il disegno di DIO per l’uomo.

E’ per tutti questi perché che uno continua la sua vita.

Affidamento

Il mio “cammino di Fede” inizia da quando ero bambina con mia nonna paterna che mi insegnava a pregare, mi accompagnava  ai vespri la sera e a massa la domenica;  mi ha insegnato a dialogare con Gesù a parlargli facendomi sentire la Sua costante e quasi tangibile presenza …  Senza nessuna consapevolezza da parte mia vivendo quei momenti assolutamente naturali e spontanei io crescevo…  Lentamente, senza grandi “colpi di scena” il mio cammino avanzava.
In età più adulta ho avuto la grazia di conoscere il mio parroco,  che con catechesi, chiacchierate e  tanta amicizia mi aiutava a crescere. Finché un giorno un po’ per curiosità, un po’ perché… “sapeva di buono”,  ho partecipato ai tre giorni del cursillo: quel quarto giorno va avanti ormai da un po’ di anni ed è cosi dilatato da sentire sempre più il desiderio di arricchirlo per poterlo riempire ogni giorno di più.
Tralasciando le piacevolissime sensazioni iniziali,  euforiche e leggiadre che tutti hanno provato alla fine del terzo giorno, la vera certezza che ho maturato è stata quella di aver vissuto un momento di non ritorno.  Mi poteva accadere qualsiasi cosa, ma oramai era impossibile poter tornare indietro: avrei potuto subire un arresto nel mio cammino, ma non sarei più stata quella di prima.
E allora perché fermarsi? E così, con difficoltà un passetto per volta,verso consapevolezze più forti e concrete.
Il rapporto con mio padre è sempre stato molto particolare. Ci siamo amati alla follia ma abbiamo parlato molto poco. E’ sempre stato molto esigente e critico nei miei confronti e forse anche io con lui. Anche per quanto riguarda l’aspetto spirituale: in chiesa alla domenica, comunione e confessione a Pasqua tutto il resto sono inutili novità… La mia partecipazione al cursillo per lui è stata una perdita di tempo ed una mancanza ai miei doveri di madre e moglie!
A giugno 2011 un suo fraterno amico gli propone il cursillo e lui senza battere ciglio decide di partecipare con entusiasmo.
E’ inutile e quasi impossibile descrivere il mio stato d’animo dei giorni che precedevano quella data, dei tre giorni fatidici e di quella sera quando mia figlia Marta ed io lo abbiamo visto entrare in chiesa cantando De Colores!
Per uno strano caso la settimana successiva siamo stati insieme tantissimo. Lui era a casa mia non c’era mia mamma perché anche lei stava facendo il suo cursillo, i miei figli e mio marito erano a Lourdes per l’annuale servizio di barellieri davanti alla grotta.
E’ stata la settimana più intensa di tutto il nostro rapporto. Ci siamo scambiati le sensazioni forti che abbiamo vissuto durante i tre giorni. Mio papà mi faceva domande, sembrava quasi che tutte le barriere, che negli anni prima, ci siamo creati non esistessero più quasi fossimo davvero non padre e figlia, ma fratelli di quell’unico Padre che aveva voluto tutto ciò.
Mio papà era sereno mi diceva che era “gioioso” regalandomi una dolcezza infinita nel cuore.
Il 1° novembre mio papà si sente male: era a Vinadio nella nostra “ casa madre” dove sia io che  lui siamo nati. Con mio figlio Paolo lo andiamo a prendere e lo portiamo a Genova. Il giorno dopo lo ricoveriamo per accertamenti.
IL 5 novembre alle tre del mattino mi hanno telefonato dall’ospedale per dirmi che si era aggravato.
Mio marito è medico, c’è un codice che vivendo con lui conosco e purtroppo non mi ha permesso di illudermi: ho avuto subito la certezza che non avrei mai più parlato con lui e così è stato.
Il giorno del ricovero cioè tre giorni prima, avevo una strana sensazione di ansia di un qualche cosa che stava per accadere e che mi avrebbe cambiato. Mai più pensavo a ciò che poi sarebbe accaduto ma nel mio cuore avevo paura che qualcosa modificasse la mia vita e quella dei miei cari.
Come quasi ogni mattina mi sono recata a messa e mi sono rivolta a Lui come facevo da quando ero bambina: gli ho proposto di fare metà per uno. Quando quella notte sono andata al pronto soccorso ho sentito un dolore fisico fortissimo come se qualcuno mi avesse presa a botte; sentivo dolore ovunque. La testa mi scoppiava, avevo male alle mani, alle gambe e mi faceva tanto male parlare  che per quasi un’ora non sono stata capace di dire nulla.
Tornata a casa,  dovevo dare la notizia  ai miei quattro figli ma  non volevo che provassero il dolore che provavo io, così, ho parlato  prima con Marta, poi a Pietro subito dopo Paolo, per ultimo col piccolo Matteo.
Da quel momento non ero certo solo io che agivo. La certezza è stata che non stavamo facendo metà per uno ma la mia era una piccola parte tutto il resto era Lui. Lui che mi stava sostenendo con le sue enormi braccia e da quel momento ad oggi non mi ha più abbandonato. Ho avuto una forza dentro me talmente potente che ero serena non ho mai provato tristezza.
Ho organizzato il funerale di mio papà come una festa. Vinadio è stato un paese in lutto per tre giorni, ma  durante il funerale ho chiesto agli amici che gremivano la chiesa di non piangere ma di essere felici e di far festa con me perché papà era finalmente al cospetto di DIO nella luce e nella gioia infinita.

Due aspetti vorrei sottolineare.
Il primo è che niente accade per caso: non era un caso la presenza di mia nonna nell’inizio del mio cammino spirituale, non sono state un caso le catechesi, le chiacchierate, i libri letti, il cursillo mio e di mio papà, la settimana soli e tutto il resto….
La vita, spesso ci mette difronte a situazioni che quasi mai sono comprensibili o altre volte appaiono insignificanti e invece tutto è importante e ha motivo di esistere perché fa parte del Suo grande progetto infatti le nostre vite sono minuscoli pezzetti di quell’infinito mosaico!
Il secondo aspetto che tengo a sottolineare è l’importanza del sapersi affidare a DIO, del chiedere aiuto, di mai pensare di poter fare da soli.
Mai ci dobbiamo lasciar caricare di immensi pesi e piegarci sotto di essi: mai essere muli schiacciati da pesanti sacchi. Più le difficoltà tendono a farci abbassare la testa e più dobbiamo alzare lo sguardo a DIO stare in piedi e guardare in alto perché Lui non ci vuole bestie da soma ma uomini adulti e consapevoli che DIO se lo invochiamo, ci sosterrà sempre.

  1. M.

Quarantennale alla Guardia. Le testimonianze

Gli effetti del giorno dopo
Stamattina ho accompagnato all’aeroporto don Francesco Vicino e dopo essere stata un po’ con lui anche durante la mattinata, ho sentito un forte distacco mentre andava via, quasi come quando parte mio figlio.
Ho avuto molto da questi giorni e ieri alla Guardia c’erano veramente il Signore e Maria che ci sorvegliavano dall’alto; la gioia ed il calore che sono rinati negli incontri con tanti fratelli e sorelle mi hanno fatto sentire una gran voglia di ripartire e di gridare al mondo intero che la prossima volta ci saranno altri mille e più fratelli soprattutto giovani e i nostri figli forse a continuare l’annuncio d’amore di Cristo.

Carla


 

Lunedì mattina
Prima di iniziare la nuova settimana ho dato un’occhiata veloce al nostro sito e sono rimasto piacevolmente sorpreso nel trovare già pubblicate le foto della convivenza del quarantennale del Cursillo a Genova.
Mentre noi godevamo il meritato riposo dopo gli stimoli dell’intensa giornata di ieri, qualcuno continuava a lavorare per noi.
Anche questo piccolo o grande impegno ha avuto il pregio di trasmettermi l’entusiasmo di chi ha sacrificato qualche ora di meritato sonno per presentarci il suo dono.
Bella la giornata, bello il profumo che si respirava scrutando uno per uno i volti dei fratelli e delle sorelle che ci hanno arricchito della loro presenza, preghiera e gioiosa compagnia.
Ultreya!

Bruno


 

Servire con gioia! 
Domenica sera, dopo la bellissima giornata di festa con i fratelli, penso che tutti ci siamo rivolti con gratitudine al nostro sponsor.. Lo Spirito Santo!!
Che gioia rivedere amici con cui ho condiviso un pezzo di cammino e che comunque sento sempre vicini! Che bello rendersi conto ogni volta del grande respiro del Cursillo, che arriva ad abbracciare tutto il mondo… Spirito Santo è veramente brezza leggera che riempie i cuori dovunque noi siamo, basta metterci in ascolto del Signore che chiama!!
Del grande e corale coinvolgimento durante la Santa Messa che cosa mi sono portata a casa? Soprattutto le parole di Don Francesco Vicino che con emozione si è rivolto al Vescovo…Non Le affido questi fratelli, perché sono già suoi, ma Li utilizzi come meglio crede, perché loro sono al servizio!
SERVIRE CON GIOIA! E’ quello che abbiamo fatto offrendo gnocchi al pesto e sorrisi e condividendo un sacco di cose buone preparate a casa pregustando il piacere di assaggiarle in compagnia.
Delle testimonianze del pomeriggio mi è rimasto in cuore soprattutto l’entusiamo e lo slancio verso il futuro di chi ci ha donato il racconto di come ha incontrato Cristo durante la sua tre giorni e la sua voglia di continuare a camminare con i fratelli.
ORA ABBIAMO L’ENTUSIASMO PER RIPARTIRE.. e poco importa se ci saranno problemi pratici, il cammino insieme è troppo importante!
Concludo con un episodio che mi è capitato ieri pomeriggio. Come succede spesso ieri ho avuto in famiglia qualche cruccio e parlando con un’amica le ho spiegato come mi sentivo più serena dopo aver affidato i miei cari al Signore, di come ero certa che Dio Padre avrebbe dato forza anche a loro ( e non solo a me !!) Un buon Padre aiuta tutti i suoi figli, soprattutto nel momento del bisogno. Ho fatto alcune considerazioni che mi venivano proprio dal cuore..e lei mi ha chiesto : “Ma dove sei stata per ricaricarti così?”
Ho pensato alla giornata trascorsa al Santuario della Guardia il giorno prima… non mi ero resa conto che mi avesse dato così tanto. Del resto è proprio così che deve essere: devono essere gli altri ad accorgersi che la nostra vita è cambiata!
Ero convinta di aver fatto soprattutto servizio, infatti E’ SOLO DANDO CHE SI RICEVE!
Perciò, guidati dallo sguardo amorevole della Madonna della Guardia, AVANTI, CORAGGIO, ULTREYA!

DE COLORES – Gabriella, in arte La zanzara


 

Domenica ce la porteremo nel cuore per tanto tempo…
Sarà il carburante per i giorni in salita, per i problemi quotidiani che ci sembrano cosi grandi.. per le nostre pigrizie …
C’era bisogno di rivedere le nostre foto, di abbracciarci, di sentirci un grande cuore pulsante….
Grazie a chi ha lavorato perché tutto questo potesse accadere….
E a te un grande abbraccio sorellina!  Ti voglio bene!

Sandra Matteini


 

LO SPIRITO SANTO C’ERA
Dopo mesi trascorsi a preparare l’organizzazione dell’evento (chi ha lavorato ha lavorato tanto e bene), messi da parte finalmente gli accesi dibattiti sui condimenti e l’arredo dei tavoli, eccoci finalmente arrivati al tanto atteso giorno. Siamo saliti alla Guardia forse con l’ultima piccola preoccupazione: “ speriamo di essere in tanti, altrimenti sai che fiasco….”.
Appena arrivato, non ho tardato ad accorgermi che l’unica cosa che contava c’era. L’ho percepita in una persona della mia parrocchia che, fatto il Cursillo nell’73, era giunto da solo alla Guardia. Un amico che quando parla della tre giorni, ancora si commuove e non si stanca di consigliare la tre giorni. L’unica cosa che contava, l’ho sentita viva in quella parete di immagini che non sbiadiranno mai, perché rappresenta tutti i giorni un gran bel dono, un cammino di Chiesa lungo quarantanni, un inno al Signore. Cinquemila fratelli e sorelle che mi hanno preceduto dal ’68 a oggi. Ebbene, in tutti ho rivisto lo stesso sorriso, lo stesso desiderio di ringraziare il Signore, lo stesso essere uniti, cuore a cuore, che avevo ed ho sentito io durante la tre giorni. Volti sorridenti che esprimono una felicità che non avrà mai fine, radunati da un unico Amore che non si stanca ancora oggi di chiamarci e che vorrei essere capace di ascoltare e contraccambiare.
Preso dal servizio mi sono perso qualche tratto della giornata e ritornando a casa ero stanco, ma felice di aver sentito “battere tanti cuori” in un unico canto di gioia.

Effe Effe

Convivenza 2009. Il racconto

La giornata che ci ha accolto alla mattina aveva caratteristiche estive, ma si è ben presto ricordata che tutto sommato eravamo sul monte Figogna, per cui ha sfoggiato a seguire pioggerella e nebbiolina di rito.

Il primo manipolo composta da una settantina di coraggiosi fratelli e sorelle ha ricevuto alle 9:30 il benvenuto di Carla e l’esortazione a mantenere viva l’attenzione verso tutti coloro che abbiamo nel cuore a cui vorremmo portare i doni dell’annuncio e dell’esperienza del Cursillo.

Carla ci ha spronato ad operare efficacemente con la preghiera, con le intendenze ed individuando nelle nostre cerchie famigliari, di lavoro, di amici i possibili destinatari della nostra proposta a dividere con noi la gioia dell’esperienza della tre-giorni.

La Scuola propone le seguenti attività:

  1. Sino al prossimo Cursillo ogni mercoledì dalle 17 alle 18 saranno presenti nella sede di Banchi fratelli e sorelle per illustrare a persone interessate maggiori dettagli della nostra proposta (pre-Cursillo);
  2. a partire da martedì sera 13 ottobre e per n. 5 martedì si terrà, sempre a Banchi, il ciclo di Scuola di Metodo per interessati ad approfondire le dinamiche del Movimento;
  3. il 26 novembre sera, nella chiesa di S. Pietro in Banchi verrà celebrata la S. Messa del Mandato;
  4. dal 2 al 5 dicembre p.v. si terranno i prossimi Cursillos donne e uomini a Campi e N. S. del Monte.

La comunità si è poi riunita in preghiera celebrando le Lodi mattutine.

Ha preso la parola don Piero che ci ha aiutato a riflettere con più attenzione su come vivere il nostro pre-Cursillo insistendo su quanto sia importante “vivere” la Buona Novella prima ancora di “annunciare” con la parola. Dobbiamo annunciare con la nostra vita che abbiamo incontrato il Signore, e che da quel momento nulla è rimasto come prima.

Come Gesù a fianco dei discepoli di Emmaus imprigionati dalle loro delusioni e dalla loro sordità, anche noi siamo chiamati a camminare con amore e pazienza a fianco dei nostri fratelli; la loro eventuale aridità non dovrà scoraggiarci. L’evangelizzazione non consiste in una “tecnica” bensì è voglia di incontrare e far incontrare il Signore ogni giorno.

Don Piero ha concluso con l’invito a pregare di più – specialmente durante l’Anno Sacerdotale – per i nostri sacerdoti. Alle 11 nel Santuario è stata concelebrata l’Eucarestia, cui è seguita la colazione al sacco. Nel frattempo il numero dei presenti aveva superato le cento unità.

Il pomeriggio è stato dedicato all’intervento di don Gianfranco Calabrese. Nonostante l’ora post-prandiale, le argomentazioni e le riflessioni di don Gianfranco sono state così stimolanti da vincere ogni tentazione di abbiocco.

I dieci punti da lui toccati hanno ribadito la necessità di non affrontare l’evangelizzazione con tecniche di marketing, ma da testimoni gioiosi dell’incontro con una Persona che con quel semplice incontro ha cambiato la nostra vita. La profondità dell’esposizione ha qua e là fatto sgranare gli occhi, ma la platea ha sicuramente molto apprezzato l’intervento.

Ha concluso don Giuseppe con l’invito per ciascuno di noi a concludere l’incontro con una domanda: <Come mi sento al termine di questa giornata?> Rimarcando come nulla sia casuale ma che ciascuno di noi ha partecipato alla giornata di convivenza nell’ambito di un disegno salvifico del Signore che voleva dirci qualcosa ‘qui’, in ‘questo’ Santuario, ‘oggi’, nasce una seconda domanda: <Ho capito cosa mi ha detto il Signore?>

Però, per essere stati in grado di averLo ascoltato è necessario averlo prima incontrato. <Oggi e qui, io ho incontrato il Salvatore?> (terza domanda).

De colores!

SMS per la Quaresima 2009 – don Prospero

- Mercoledì delle ceneri: dopo la Terra il Cielo. Mi ricorderò tre volte al giorno del Cielo per vivere con tre volte più coraggio la Terra!

– Beati i Poveri in Spirito: se ti senti povero per quello che puoi dare. Ma ricchissimo se, fermandoti tre volte al giorno ti scopri tabernacolo dell’Altissimo!

– Beati i poveri. Dammi Signore salute e benessere per servire e ringraziarTi. Toglimeli quando mi facessero correre il pericolo di vivere come se Tu non ci fossi.

– Beati gli Afflitti. Perchè il dolore? Gesù ha testimoniato : “IL DOLORE PER AMORE E’ SALVATORE” Ma perchè il dolore? Non rispose. L’ Uomo è Uomo solo se si pone i perchè senza risposta!

– Beati gli afflitti. Il dolore invincibile: rifiutato to marcisce dentro come spazzatura. Accolto e offerto con Gesù diventa concime di fiori nuovi per te e per il mondo.

– Beati gli afflitti. Se pensando alla sofferenza dei bambini avrai perso il sonno dubitando dell’esistenza di Dio, sta contento. Vuol dire che Dio conta davvero per te

– Beati gli afflitti. Prima di pensare la Tua Croce per aiuto e sens alle mie croci, “vivrò″ sgomento Te Crocifisso uomo-Dio- che-muore-davvero-allora-sanguinante-pensandomi.

– Sport Quaresima. Per non retrocedere: confessarsi tre volte l’anno: Avvento, Quaresima, Pentecoste. Per avanzare incontra ogni mese una guida spirituale, uomo o donna, per verificare il cammino!

– Beati i misericordiosi. Beato tu se non dovrai più perdonare nessuno, perchè, trafitto il cuore da frecce, non l’hai marcito: hai compatito e poi amato ogni arcere!

– Beati i misericordiosi: solo quando avrai bisogno e gioia del perdono del Padre, pari bisogno e gioia vivrai nel perdono ai fratelli.

– Beati i misericordiosi. Beato tu se sai soffrire per l’arciere che ti mira: chissà quanta sarà l’amarezza nel suo cuore se così amara è la freccia che ti ha colpito!

– Beati i misericordiosi: sentiti sospinto in alto dallo Spirito Santo sulle vette della misericordia quando ti lascerai perdonare in silenzio di un errore non tuo.

– Beati i misericordiosi. Beato tu se considererai grande dono l’esser deriso per i sogni d’Amore che sogni per il lavoro, nel condominio, coi parenti, in parrocchia.

– Beati i costruttori di pace. Che bello quando due per il solo fatto di prendersela con te, diventano amici fra loro! Certo, cominciano male, ma almeno cominciano!

-Beati i costruttori di pace. Beato tu, quand’anche in fiera guerra con te stesso e col mondo, se credi FINO A SENTIRLA, quella pace di Lui con te, così come sei adesso!

– Beati gli affamati e assetati di giustizia. Beato tu quando senti l’esigenza di giustizia per un altro, qui o chissà dove, come se riguardasse personalmente te!

– Beati gli affamati e assetati di giustizia. Beato tu quando senti l’esigenza di giustizia per un altro, qui o chissà dove, come se riguardasse personalmente te!

– Beati gli affamati e assetati di giustizia. Beato il cuore assetato di giustizia, ma più beato chi nulla più spera per chi ama, che nulla più s’asseti che di che di giocarsi per la giustizia.

– Beati gli affamati e assetati di giustizia. Beato chi promuove il Povero, nella segreta speranza di farlo ricco, in tal modo da rimpiangere la passata povertà, più ricca della presente ricchezza.

– Beati i puri di cuore. Beato chi coniuge, genitore, figlio, amico, ha la gioia di sentirsi abbracciare il corpo solo dopo essersi sentito bussare alla porta del cuore.

– Beati i puri di cuore perchè vedranno Dio. No. Fin d’ora, dentro l’Anziano avvizzito, al di là delle trasparenti veline, colgono solo la scintilla dell’eterno. Desiderarlo!

– Beati i puri di cuore. Beato tu se attraversando la giungla intricata della vita ti fermerai a raccogliere soprattutto le violette nascoste: vivrai una vita profumata.

– Il profumo sprecato per i piedi di Gesù. Beato tu se desidererai sprecare il tuo tempo a occhi chiusi per vedere Dio, più che facendo il più necessario.

– Quello che devi fare fallo subito. Beato chi vive ogni situazione comune in modo così speciale come se fosse l’ultima occasione per quella situazione.

– Mt. 26.25 “Sono forse io?” Fino ad un attimo prima dell’ultimo hai avuto per lui sguardi specialissimi. Anch’io mi sento guardato così, traditore perciò prediletto

– Giovedì Santo Lc. 22,19 “Spezzato-mi, spezza-ti!”

-Venerdì Santo Os. 13,14 1Cor. 15,55  “dov’è ora , o Morte, il tuo pungiglione?”

– Sabato Santo: un giorno senza Eucarestia. E se nè Eucarestia nè Dio fossero mai esistiti? Perchè io ho la fede e i miei vicini vivono come se Dio e terremoto non fossero?

-La Pasqua di Resurrezione vera dopo il terremoto ti cambia il programma delle vacanze estive.  Santa Pasqua! Buone vacanze estive, con affetto, vero.    Prospero